Abraham Maslow e la sua teoria sulla motivazione umana

Abraham Maslow è stato uno psicologo statunitense, famoso per la sua teoria sui bisogni umani e la piramide di Maslow.

Ideatore di quella che definì “la terza forza” nella psicologia, nota come psicologia umanistica (o psicologia positiva).

In particolare è considerato da alcuni il più importante psicologo statunitense degli ultimi 50 anni. Di certo uno studioso che ha lasciato un segno profondo nella psicologia.

Oggi voglio aiutarti a comprenderne meglio il percorso, le idee e il modo in cui ha dato il suo personale contributo.

 

Biografia: chi era Maslow

Abraham Maslow

Nato nel 1908 a New York da una famiglia di immigrati da Kiev, di origini ebree, era il primo di 7 figli.

Pare che i rapporti con il padre (che faceva uso di alcool ed era persona violenta) non fossero buoni e nemmeno quelli con la mamma, da lui stesso definita “Schizzofrenica“.

Nonostante questo, i genitori spinsero perché i figli studiassero e il padre desiderava che diventasse un buon avvocato.

Maslow si interessò invece alle materie umanistiche, filosofia e psicologica in particolare.

 

Il percorso accademico

Iniziò a studiare seguendo soprattutto l’approccio sperimentale-comportamentista, e ottenne il Master in Psicologia nel 1931, all’Università del Wisconsin.

Dopo aver effettuato diverse ricerca ad Alberta, divenne professore al Brooklyn College e alla Brandeis University dal 1951 al 1969, anno in cui divenne anche presidente dell’associazione degli psicologi americani.

Nel 1961 fondò il Journal of humanistic psychology, che possiamo considerare l’inizio del movimento della psicologia umanistica.

Trascorse gli ultimi anni della sua vita in California, dove morì nel 1970 a causa di un infarto.

 

La Teoria dei bisogni di Maslow

Piramide di Maslow

La piramide di Maslow è senza dubbio la teoria più famosa dello psicologo.

Sebbene sia la parte più nota, Maslow è anche fondamentale come promotore di un nuovo approccio psicologico, denominato “psicologica umanistica”.

In questa visione non ci si deve concentrare solamente su malattia e problemi, come accadeva fino a quel momento, ma nell’aiutare ogni individuo a sviluppare le proprie potenzialità.

Alla base di questa nuova visione della psicologia (che Maslow considerava il completamento delle precedenti teorie di Freud), ci sono alcuni elementi chiave:

  • Porre l’attenzione sul presente (oggi diremmo “qui e ora”), enfatizzando il modo in cui ognuno vive le sfide di oggi senza ritornare continuamente al passato.
  • Un individuo è sano quando si assume la responsabilità delle proprie azioni, senza contare se siano state positive o negative.
  • Ogni persona è degna per il solo fatto di esistere. Errori e comportamenti negativi non fanno venire meno il valore intrinseco di ognuno di noi.
  • Secondo la psicologia positiva lo scopo della vita è l’espressione piena del proprio potenziale e la propria crescita personale.

 

Cosa ha studiato Maslow?

Punto di partenza per gli studi di Maslow furono alcune ricerche sul comportamento delle scimmie.

Attraverso l’osservazione di questi animali rispetto al cibo, si accorse che non venivano spinte solo da un bisogno esclusivamente di sopravvivenza.

Una volta sazie, notò, andavano a cercare ancora cibo, questa volta più “sfizioso” e gradevole.

Continuando a studiare i primati, notò anche che il loro comportamento sessuale era spesso legato non all’impulso della riproduzione.

Il potere era un elemento che veniva espresso proprio attraverso la sottomissione sessuale di altri componenti del branco.

Da qui la sua riflessione sul legame tra sessualità e potere, che non veniva più vista come legata solamente a ragioni di tipo nevrotico.

 

Che cosa dice la teoria di Maslow?

Tutto il suo percorso portò Maslow a costruire una gerarchia di bisogni.

Nella sua teoria prima dobbiamo soddisfare i bisogni primari, ossia quelli legati alla nostra sopravvivenza.

Tra questi Maslow inserisce il nutrirci, il dormire, ma anche la sessualità.

Solo dopo aver soddisfatto i bisogni “più bassi” della gerarchia, allora possiamo aspirare alla soddisfazione di altri bisogno “più elevati.

In sostanza il bisogno superiore nasce come spinta ad agire solo dopo che un bisogno inferiore è stato pienamente soddisfatto.

 

Quali sono i 5 bisogni di Maslow?

La piramide prevede questa successione di bisogni:

  1. Bisogni fisiologici (o bisogni primari)
  2. Bisogni di sicurezza
  3. Bisogni di appartenenza
  4. Bisogni di stima
  5. Bisogni di autorealizzazione.

I bisogni fisiologici sono quelli legati alla nostra sopravvivenza fisica, comprendono il respirare, dormire, mangiare, la sessualità e la omeostasi.

Tra i bisogni di sicurezza troviamo invece quelli legati alla sicurezza fisica, ma anche morale, all’occupazione lavorativa, alla salute o alla nostra proprietà.

Nei bisogni di appartenenza Maslow include il bisogno di amicizia, quello di avere affetti familiari e rientra anche l’intimità sessuale.

Nei bisogni di stima troviamo l’autostima, la nostra capacità di autocontrollo, il bisogno di realizzarci, di rispetto reciproco.

Infine l’autorealizzazione include prevalentemente della capacità come il problem solving, la creatività, l’accettazione, l’assenza di giudizio.

Quest’ultima è la chiave, secondo Abraham Maslow per il raggiungimento di una vita pienamente appagante e completa.

Se i bisogni primari sono legati alla sopravvivenza, gli altri, che possiamo chiamare bisogni secondari, sono invece propri di una dimensione culturale e sociale.

Maslow identificava anche alcune condizioni necessarie per la soddisfazione dei vari bisogni: ad esempio la libertà di parola o di esprimersi veniva considerata necessaria per la soddisfazione dei bisogni primari.

 

Motivazione e personalità secondo Maslow

Alla base della motivazione umana ci sarebbe sempre una ricerca di soddisfazione di uno dei nostri bisogni.

Chiaramente non solo dai bisogni primari.

In cima alla piramide, infatti, sono collocati bisogni più “ideali”, legati anche alla morale o all’estetica.

Nella sua visione, la motivazione, cioè la spinta ad agire, nasce ogni volta che la situazione attuale non corrisponde con quella desiderata e scatta in noi la necessità di soddisfare qualche bisogno.

In sostanza è sempre l’insoddisfazione la condizione che spinge ogni uomo ad agire. Una visione che per molti è risultata riduzionistica rispetto alla complessità umana.

 

Chi ha in mano un martello vede solo Chiodi?

Una frase famosa di Maslow dice proprio questo.

Apparsa nel suo libro “The Psychology of Science” pubblicato nel 1966.

Fa riferimento al fatto che ognuno tende a vedere le cose in base agli strumenti che ha a disposizione.

Il rischio insito in questo approccio è di non cogliere la realtà per ciò che è, ma per come noi siamo in grado di vederla.

Nel martello possiamo vedere la metafora di regole, schemi di comportamento, ideologie con le quali misuriamo la realtà, la interpretiamo, spesso la “creiamo” del tutto travisandola.

Se ti trovi davanti a un fiore di campo, e hai un martello… il fiore di campo non si trasforma in un chiodo, neanche se lo colpisci col tuo martello.

Abraham Maslow considerava che il ruolo della psicologia positiva fosse quello di rimuovere gli ostacoli che impedivano a una persona di realizzarsi completamente.

E liberarsi di schemi e blocchi dalla forma di “martello” è sicuramente un passaggio essenziale.

Come diciamo sempre qui nella Scuola di Indipendenza Emotiva, la realtà va vista per quella che è, indipendentemente dalle nostre convinzioni personali.

 

L’uomo e l’inconscio

Alla base delle sue teorie sull’autorealizzazione trova posto fondamentale il modo in cui Abraham Maslow studiò il comportamento umano.

Proprio perché alla ricerca di una psicologia del positivo, contrariamente a Freud volle studiare non le persone nevrotiche, ma quelle sane.

Maslow sosteneva che ogni uomo potesse liberarsi delle propri brutture andando a realizzare il potenziale migliore.

Una visione che non considerava l’inconscio solo come un contenitore di pulsioni e aspetti negativi.

Proprio per questo si concentrò sull’1% di individui che la società di offre come modelli sani e realizzati.

E questo rappresenta al tempo stesso un motivo di critica per molti, che hanno contestato una scarsa sperimentazione per la costruzione della sua teoria.

Infatti Maslow analizzò la vita e i comportamenti di diversi personaggi di valore, alcuni storici, e di un campione ristretto dei migliori studenti universitari.

Un approccio basato quindi sulle biografie di personaggi come Albert Einstein e altri che, a suo dire, avevano le caratteristiche di una vita pienamente realizzata.

Approccio che rischia chiaramente di essere molto soggettivo, ossia legato ai criteri che lo stesso psicologo utilizzava per stabilire chi fosse realizzato e chi no.

 

L’Eupsichia

Questo era il nome che Maslow diede a una società utopica, caratterizzata da una profonda sinergia, condivisione e felicità.

Una società ossia composta da individui capaci di autorealizzarsi attraverso lo sviluppo delle proprie qualità. In particolare Maslow identificò 14:

  • Totalità (unità, integrazione, tendenza ad essere una sola cosa, capacità di interconnessione, semplicità, organizzazione, struttura, trascendenza delle dicotomie, ordine).
  • Perfezione (necessità, senso del giusto, concretezza, inevitabilità, giustizia, completezza, dovere).
  • Completezza (finalità, giustizia, senso del finito, completamento, fini e telos, destino, fato).
  • Giustizia (lealtà, ordine, obbedienza alle leggi, dovere).
  • Vitalità (processo, interesse, spontaneità, autoregolazione, funzionamento pieno).
  • Ricchezza (differenziazione, complessità, intricatezza).
  • Semplicità (onestà, nudità, essenzialità, struttura astratta, essenziale, scheletrica)
  • Bellezza (giustizia, forma, vitalità, semplicità, ricchezza, totalità, perfezione, completezza, unicità, onestà).
  • Bontà (rettitudine, desiderabilità, dovere, giustizia, benevolenza, onestà).
  • Unicità (idiosincrasia, individualità, non comparabilità, novità).
  • Agevolezza (facilità, mancanza di sforzo o di difficoltà, grazia, funzionamento perfetto, bello)
  • Giocosità (divertimento, gioia, scherzo, gaiezza, humor, esuberanza, assenza di sforzo).
  • Verità onestà e realtà (nudità, semplicità, ricchezza, dovere, bellezza, puro, pulito e genuino, completezza, essenzialità).
  • Autosufficienza (autonomia, indipendenza, non aver bisogno d’altri che di se stessi per essere se stessi, autodeterminazione, trascendenza dell’ambiente, isolamento, vivere secondo le proprie leggi).

In questa ricerca di autorealizzazione, alcune critiche considerano questa impostazione alla stregua di un “sano narcisismo”.

Un approccio decisamente individualistico in cui il sé diventa punto centrale.

 

Metamotivazione

Analizzando il comportamento di persone che esprimevano a pieno il proprio potenziale e le proprie qualità, Maslow parla anche di metamotivazione, considerandola una forza innata che va oltre i propri bisogni fondamentali.

In sostanza queste persone hanno la capacità di essere motivate da una chiamata, una missione, uno scopo nella vita.

Nella Scuola di Indipendenza Emotiva noi sappiamo che ognuno di noi ha come Bisogno Fondamentale la ricerca di di un senso della vita.

Questa non è prerogativa di alcuni individui fortunati, ma una componente naturale di ogni essere umano.

Il percorso di crescita personale che proponiamo gratuitamente ha sempre questo obiettivo.

 

Psicologia transpersonale

Nel 1968 Maslow pubblicò il suo libro “Verso una psicologia dell’essere“, nel quale condensava l’evoluzione delle sue teorie.

Negli anni ’60 infatti era arrivato alla conclusione che la psicologia umanistica non era adeguata a spiegare pienamente l’essere umano.

Diversi stati che egli definiva “stati picco” li aveva individuati anche in esperienze mistiche o estatiche, esperienze che andavano ben oltre la semplice autorealizzazione.

La sua psicologia transpersonale andava a studiare proprio questi stati, queste esperienze che finivano in una dimensione di carattere anche spirituale.

Abraham Maslow era comunque ateo e la sua considerazione di Dio era di tipo più filosofico, ossia legata a una dimensione di bellezza, verità o bontà, ossia una “forza” o un principio.

Nel 1969 venne anche fondato il Journal of Transpersonal Psychology.

 

I libri di Abraham Maslow

  • A theory of human motivation, 1943.
  • Motivazione e personalità  1954.
  • Verso una psicologia dell’essere, 1962.
  • Religions, Values, and Peak Experiences, 1964.
  • Eupsychian Management, 1965; Pubblicato successivamente come Maslow on Management, 1998.
  • The Psychology of Science: A Reconnaissance, 1966.

 

Fonti

Treccani Enciclopedia
Wikipedia (english)
Stateofmind.it
prometeocoaching.it
Foto di Maslow: © Bettmann/CORBIS

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