I Bisogni Fondamentali e Universali del benessere psicologico

I bisogni umani possono essere suddivisi in 3 categorie: bisogni primari o fisiologici, bisogni secondari e bisogni fondamentali.

Tradizionalmente la maggior parte delle teorie psicologiche si ferma alle prime due categorie, ignorando però quella più importante.

Inoltre si tende a definire il bisogno come unica spinta motivazionale al comportamento umano, trascurando la motivazione basata sul senso di condivisione e amore.

Ora vedremo tutto questo e ti spiegherò come soddisfare pienamente i tuoi bisogni fondamentali per vivere una vita felice.

 

 

Bisogni fisiologici e bisogni secondari: differenze ed esperienza quotidiana

Bisogni

Con il termine “bisogni fisiologici” (o bisogni primari) ci riferiamo a quei bisogni legati alla sopravvivenza stessa.

Respirare, dormire, nutrirci, espellere le scorie.

I bisogni secondari sono invece di natura prettamente emotiva e psicologica, legati al nostro vissuto culturale ed educativo.

Mentre un bisogno primario come il cibo vale per tutti, i bisogni secondari cambiano in base al contesto culturale, all’esperienza, al comportamento di chi vive intorno a noi, al tempo e alle regole della società.

Ecco la classificazione classica di questi bisogni secondo la piramide di Maslow, una delle teorie sui bisogni più conosciuta.

 

Bisogni fisiologici

Come detto sono quelli basilari per la sopravvivenza umana.

Secondo questa gerarchia, non possiamo soddisfare un bisogno posto nella parte alta della figura che vedi qui sopra senza aver prima soddisfatto quelli che si trovano nella parte inferiore.

Abraham Maslow infatti sosteneva, sulla base delle sue ricerche, che per poter pensare a un bisogno legato, ad esempio, alle relazioni o alla stima degli altri, dovessimo prima soddisfare i bisogni di base.

Solo quando un bisogno basilare come cibo, protezione e aria è soddisfatto, allora, spiega Maslow, sorge in noi un ulteriore esigenza.

Si tratta cioè di bisogni di grado superiore, che ci elevano verso una piena autorealizzazione umana, ma che sono meno potenti.

La spinta ad agire dei bisogni primari in sostanza sarebbe più forte e quindi dominante rispetto a ogni altro bisogno.

Almeno, indica Maslow, finché non li abbiamo soddisfatti in modo soddisfacente.

In realtà non è difficile che ci venga in mente un’eccezione a questa regola.

Tutti conosciamo la storia di persone che hanno rischiato la propria vita per aiutare qualcun altro. O che l’hanno sacrificata del tutto.

Spesso sono persone in condizioni di scarsa soddisfazione di bisogni essenziali come il cibo o un riparto sicuro, a darsi agli altri con maggiore disponibilità.

Tante volte ci sembra assurdo come si trovino esempi di generosità tra popolazioni di paesi poveri a cui “manca il necessario per vivere”.

Se per poter aspirare ai bisogni “più elevati” devo prima soddisfare quelli inferiori, dobbiamo quindi pensare che in paesi poveri e arretrati manchi la spinta al rispetto, all’amore o alla realizzazione di sé?

O che valori come la giustizia siano possibili solo in paesi sviluppati dove le condizioni economiche sono ottimali?

Chiaramente questa idea gerarchica della soddisfazione dei bisogni è poco corrispondente alla realtà della vita quotidiana.

 

Bisogni di sicurezza

Si tratta dei bisogni legati alla nostra sicurezza e stabilità.

Riguardano sia quello di sentirci al sicuro e protetti, di avere un riparo, sia bisogni di sicurezza più complessi.

Ad esempio la sicurezza di avere un posto di lavoro e quindi di avere una disponibilità economica che ci permetta di vivere serenamente.

Rientrano i questa categoria anche bisogni legati alla nostra salute o al diritto di proprietà.

In realtà anche questo è un passaggio critico della piramide.

Il bisogno di sicurezza, come vedremo tra poco, rappresenta al contrario un bisogno Fondamentale, addirittura prioritario rispetto ai bisogni primari.

Non dobbiamo dimenticare che come esseri umani non siamo controllati affatto da un istinto (come accade per gli animali).

L’aspetto psicologico è sempre più importante, anche di quello fisiologico.

Il bisogno di sentirci sicuri, in un senso anche più ampio di quanto Maslow sosteneva, è una priorità che non sentiamo solo dopo aver bevuto o mangiato, ma molto prima.

In realtà se osservi il comportamento animale noterai la stessa cosa: un gatto o un cane, anche affamato, non mangia dove percepisce una minaccia per la propria sicurezza.

Se i bisogni di cibo, riproduzione e sicurezza entrano tutti in gioco, quest’ultimo avrà la precedenza.

Anche quando la mia cagnolina era in calore (prima di venire sterilizzata), tutto passava in secondo piano, cibo compreso, tranne la propria sicurezza.

Di fronte a una minaccia, l’istinto sessuale cedeva il passo e lei si rifugiava al sicuro.

 

Bisogni di appartenenza

Qui parliamo di bisogni più strettamente connessi alle nostre relazioni, come la necessità di avere amicizia e legami familiari, o l’intimità sessuale.

In teoria questi bisogni dovrebbero sorgere solo dopo che abbiamo “la pancia piena” o ci sentiamo al sicuro.

In realtà, come dicevo anche prima, le persone che amiamo posso diventare motivo per grandi sacrifici, anche la nostra stessa vita.

Ma non è una regola.

Vi sono persone, e ne consocerai senza dubbio, che danno pochissima importanza agli altri o alle proprie relazioni.

Persone magari che amano la solitudine e non ritengono di aver bisogno di rapporti con gli altri. Vi sono anche persone che scelgono di isolarsi e non avere relazioni sociali.

Poi ve ne sono altre, la maggior parte, che invece non trovano il senso della vita se non considerando la presenza di relazioni e rapporti significativi.

Il prossimo livello della piramide riguarda i bisogni di stima e rispetto. L’ultimo quello di realizzazione personale.

Chi non è interessato alle relazioni, non ha forse il bisogno di sentirsi una persona degna di rispetto (anche solo per se stessa)?

O che non possa sentirmi realizzato senza sentirmi appartenere a qualcuno, pur non sentendone alcun bisogno?

In realtà, ancora una volta, è poco credibile che io, per accedere a bisogni più alti, debba necessariamente soddisfare tutti quelli presenti nella piramide proposta da Maslow.

 

Bisogni di stima

Parliamo qui di autostima.

Ma anche il bisogno di avere un certo autocontrollo personale, oppure di rispetto reciproco o di realizzazione.

Questi bisogni sono connessi al riscontro sociale che diamo e riceviamo dalla società che ci circonda.

Chiaramente la loro forza dipende dal contesto in cui viviamo.

Un libro interessantissimo sull’evoluzione della nostra cultura è “Il nuovo conformismo“, di Frank Furedi.

Viene mostrato come sia avvenuto, negli ultimi decenni, un cambiamento enorme nel percepire noi stessi e la nostra vulnerabilità rispetto ai giudizi esterni.

Mentre in passato era molto più facile vedere persone affrontare il dissenso in nome di un valore o di “un fine giusto” (o così almeno percepito dalla persona), oggi è sempre più importante il sentirsi ok basato sul giudizio esterno.

La nostra cultura indirizza la nostra ricerca di un certo bisogno se, come nel caso dei bisogni di stima, non è un bisogno naturale.

La cultura può insegnare che sono di valore se rispetto certi principi, come può educarmi a sentirmi di valore solo se ottengo determinati risultati, o ricevo abbastanza “like” su un social.

Siamo educati ad avere certi bisogni, quelli che vengono definiti bisogni secondari, ossia di natura psicologica ma che non sono mai naturali.

I soli 5 Bisogni fondamentali dell’uomo li scoprirai tra poco.

 

Bisogni di realizzazione

Infine siamo al gradino più alto della piramide, dove troviamo ciò che da pienezza e valore alla nostra vita.

Qui si arriva, secondo Maslow, sviluppando una serie di capacità come il problem solving, l’accettazione nei confronti della realtà oppure la creatività.

Inoltre Maslow include anche bisogni come quello di bellezza, di altruismo, condivisione o estetica.

Si tratta cioè di un livello in cu “dimentichiamo noi stessi” per arrivare a sentirci più uniti con il resto delle persone o il mondo intorno a noi.

Molte delle persone che lui ha studiato per arrivare a definire questa gerarchia di bisogni avevano infatti la caratteristica di trascendere se stesse.

Ancora una volta non penso sia difficile capire che anche una persona indigente, ad esempio un senza tetto, possa essere capace di cogliere la bellezza o avere gusto per l’estetica.

Spesso ho visto interviste a persone che definiamo “barboni” e notare in loro, malgrado avessero difficoltà a soddisfare i propri bisogni primari, grande disponibilità per gli altri o profondo amore, ad esempio, per la cultura o l’arte.

 

I bisogni non sono una scala

La Scala di Maslow

Tutti i bisogni visti finora rientrano o tra i bisogni primari (quelli posti al primo livello della piramide) o secondari.

Una struttura, questa gerarchia dei bisogni, che non rispecchia la realtà poiché non tiene conto di alcuni fattori umani caratteristici.

Ad esempio ognuno di noi può aspirare alla soddisfazione dei bisogni più elevati pur non avendo ottimizzato quelli primari.

Spesso conosciamo storie di chi, sacrificando la propria vita, agisce in virtù di un ideale.

Solo spostandoci dalla visione tradizionale dei bisogni alla comprensione dei bisogni fondamentali, possiamo comprendere le reali spinte che muovono ogni nostra azione.

 

I Bisogni fondamentali umani

I 5 Bisogni Fondamentali

Alla base della nostra vita si trovano 5 bisogni fondamentali.

Diversamente da quelli secondari, soggetti alla cultura, questi sono bisogni universali, validi sempre e per tutti.

 

Bisogno di sicurezza

Abbiamo bisogno di sentire che le cose in cui crediamo sono corrette.

Sicurezza significa avere certezze, sapere che quello che facciamo è giusto, che le informazioni che usiamo sono esatte.

Avere bisogni di sicurezza significa anche avere punti di riferimento che ci permettono di orientarci nella nostra vita.

Si tratta del bisogno posto alla base di questo schema, perché non è più importante, ma basilare.

Ogni altro bisogno affonda la propria soddisfazione in questa sicurezza di base, che possiamo poi costruire internamente o esternamente a noi.

La piena soddisfazione di questo bisogno nasce quando costruisci una sicurezza interiore solida e profonda, che ti permette di soddisfare poi tutti gli altri bisogni fondamentali.

Sempre nel bisogno di sicurezza rientra anche il concetto di protezione. Ossia sentire che sei protetto, o protetta, da pericoli e minacce.

Anche questa certezza diventa sostanziale per una sicurezza reale e profonda.

 

Bisogno di Direzione

Questo è il bisogno di saper riconoscere quale sia la strada giusta da prendere.

Puoi vederlo nelle piccole micro decisioni quotidiane, legate a cosa fai, che strada prendi, cosa mangi, chi chiami, come ti vesti, che parole usi, che attività svolgi.

Chiaramente è ancora più evidente in scelte di grande impatto sulla tua vita, come chi frequentare, se iniziare o chiudere una relazione di coppia, che lavoro fare, dove vivere, come curarti e molto altro.

Per poter sperimentare uno stato di benessere psicologico, abbiamo bisogno di sapere che la strada che stiamo facendo è quella giusta (sicurezza).

Qualsiasi dubbio o incertezza ti blocca.

Molto spesso crediamo alle teorie legate ai bisogni di approvazione o appartenenza.

In realtà quando tu hai bisogno che gli altri ti appoggino, stai cercando conferme esterne (insicurezza) alla direzione che stai prendendo.

Se non hai questa sicurezza interiore, allora cerchi fuori conferme e supporto alle tue scelte.

In realtà tutti i bisogni secondari sono sempre un mezzo per soddisfare questi bisogni fondamentali.

 

Bisogno di Visione

La visione rappresenta la tua capacità di valutare nel modo corretto la realtà che ti circonda.

Qui parliamo più strettamente di regole, ossia di tutte quelle certezze (torna ancora una volta il tema della sicurezza) con cui stabilisci cosa è bene e e cosa è male.

Per te.

Questo bisogno è chiaramente intrecciato profondamente con quello di direzione: per sapere da che parte andare, devi poter stabilire quale sia la cosa migliore per te.

Per agire, muoverti, scegliere, hai bisogno di analizzare la realtà e capire quali sono le decisioni giuste.

Immagina di dover camminare in un campo minato: dove metterai il piede, sapendo che se tocchi una mina esploderai?

Per poter vivere hai bisogno di sapere “dove mettere i piedi” e per farlo hai bisogno di avere regole che ti dicano i passi giusti da compiere.

Che si tratti di piccole decisioni quotidiane, o di scelte che cambieranno in modo irreversibile la tua vita, questo bisogno è fondamentale.

Forse il termine che maggiormente rispecchi questo bisogno è consapevolezza.

Avere una visione della vita autentica, reale, che non sia distorta dalle nostre regole o dai nostri pregiudizi, ma sia il più aderente possibile alla realtà.

Lo stesso Maslow, nel suo libro “Verso una psicologia dell’Essere“, includeva il bisogno di “realtà”, ossia che tutti tendiamo a ricercare la verità, anche se questa a volte è lontana dai nostri desideri o ci mette in difficoltà.

 

Bisogno di Forza

Si tratta della forza che ti serve per fare tutto.

Per alzarci la mattina e andare a lavorare, abbiamo bisogno di forza.

Così come per capire gli altri, per affrontare un imprevisto, per godere di una giornata di vacanza e per ogni altra cosa.

Senza la forza, non fai nulla.
Senza la forza non vivi ma… sopravvivi.

Mentre i bisogni primari sono legati solo alla tua sopravvivenza, i bisogni fondamentali sono la chiave per una vita che sia degna di essere vissuta.

Senza la forza, non ti alzi, non hai voglia di fare, ti blocchi davanti ai problemi o alle difficoltà.

La mancanza di forza rende intollerabile la fatica, la stanchezza, la costanza, e ti impedisce di raggiungere i tuoi obiettivi e ogni risultato per cui potresti scegliere di lottare.

Abbiamo bisogno di avere la forza per agire, per cambiare, per sorridere o amare.

Senza questa forza ci blocchiamo.

Questa è un’altra distinzione importate con i bisogni secondari: se non soddisfi quelli fondamentali ti blocchi, non vai avanti e la vita perde… significato.

 

Bisogno di Senso

Ultimo dei bisogni fondamentali è trovare il senso della vita.

Ultimo non certo per importanza.

Viktor Frankl, psichiatra austriaco sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, aveva individuato proprio nella ricerca di senso la facoltà umana principale.

A suo giudizio era proprio la mancanza di un senso alla propria vita la base di malessere e disagi mentali.

Alla base della motivazione secondo Maslow ci sono i nostri bisogni, come detto.

Questa idea è condivisa abbastanza universalmente dalle varie teorie psicologiche, ma Frankl suggerisce un’approccio differente.

A motivarci, quindi, non sono semplicemente dei bisogni insoddisfatti che dobbiamo “accontentare”, ma soprattutto il senso che cerchiamo nella nostra vita.

Poiché in realtà ogni bisogno primario o secondario è SUBORDINATO ai bisogni fondamentali, il senso è probabilmente il vero motore dell’agire umano.

C’è di più: senza senso noi perdiamo ogni spinta (forza) ad agire.

A che serve farlo se tanto quello che facciamo non avrà alcun senso?

I 5 bisogni fondamentali universali non sono una gerarchia come quella di Maslow o di altri teorici, sono una rete in cui ogni bisogno è strettamente legato a ogni altro.

Questo perché non possiamo avere sicurezze, se ci manca quella principale: che la nostra vita abbia senso e sia quindi degna di essere vissuta.

La nostra autorealizzazione passa sempre dal trovare il significato alla nostra esistenza.

Come potrai mai considerare ben vissuta una vita inutile? Che non ha senso e non serve a nulla?

 

In definitiva sono questi 5 bisogni Fondamentali il vero centro delle motivazioni umane.

Puoi anche approfondire come tutti i bisogni secondari ricadano in uno dei 5 bisogni fondamentali.

E proprio eprché sono fondamentali, abbiamo sviluppato un test con cui identificare il proprio bisogno sofferente.

Ricevi aggiornamenti
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti