Come smettere di lamentarsi affrontando un disastro dopo l’altro

Molte persone vorrebbero capire come smettere di lamentarsi.
Invece di farti una “lezione”, ti racconto di come ho affrontato una giornata piena di disastri… senza lamentarmi.

Alcuni giorni fa mi sono trovato a risolvere un problema comune come l’otturazione del lavandino.

Per prima cosa ho provato con una ventosa, ma non ho ottenuto buoni risultati.  Anzi mi sono accorto di aver allentato le tubature che iniziavano a perdere qualche goccia d’acqua.

Cosa posso fare?

Vado in ferramenta e acquisto un liquido adatto allo scopo. Il proprietario mi confida di avere alcuni flaconi sottobanco di un prodotto più potente per utilizzi professionali.

Decido di usare le maniere forti e acquistare il prodotto consigliato.

Leggo le istruzioni, mi accorgo che è un prodotto potenzialmente tossico e corrosivo. 

Decido di usarlo seguendo il protocollo: versare il liquido e aprire al massimo il rubinetto con acqua fredda.

Verso il contenuto e dopo qualche minuto procedo con l’acqua. Il lavandino ancora otturato si riempie e io resto in attesa che il liquido faccia effetto.

Le tubature già allentate cedono e dal sotto lavello esce una “fiume” di acqua e liquido nero maleodorante

Ora ho anche la cucina allagata.

 

Come smettere di lamentarsi: ecco la domanda giusta (in rosso!)

Come smettere di lamentarsi

Cosa posso fare?

Apro porte e finestre per far uscire la puzza.

Fortunatamente ho a disposizione una buona scorta di panno carta, cerco di limitare i danni asciugando il possibile per evitare che l’allagamento peggiori.

Decido di chiamare il mio idraulico di fiducia, ma non risponde.

Cosa posso fare?

Posso rivolgermi ad un pronto intervento oppure aspettare che il mio idraulico mi richiami. 

Decido per la seconda opzione, ma nel frattempo si è fatto tardi, devo andare al lavoro.

Decido di avviarmi lasciando casa aperta, in modo da permettere al mio idraulico di accedere e risolvere il problema.

Arrivano le 20,30 finisco il mio turno e rientro a casa. 

Del mio idraulico nessuna notizia, penso di dover convivere con il “disastro” per tutto il week end, almeno il problema della puzza si era molto attenuato.

Cosa posso fare nel frattempo?

Sicuramente asciugare e pulire, utilizzo uno sgrassante e un disinfettante e nel giro di un’ora la mia cucina torna alla normalità.

Francesco non metterci più mano ha già fatto troppi danni. Aspetta lunedì in modo da contattare il tuo idraulico”, questo è quello che mi consigliava il buon senso. Invece no!

Decido di fare un tentativo per riparare le tubazioni. 

Mi accorgo che una guarnizione era spostata, sicuramente di seguito all’utilizzo della ventosa la mattina. Provo a sistemarla e ad avvitare il bullone che unisce i due tubi.

Riapro l’acqua stando molto attento a non esagerare. “Ehi la tubazione tiene” e per di più l’acqua scorre come se l’ostruzione si fosse risolta. 

Evidentemente il liquido nero qualche effetto l’ha ottenuto.

Decido di provare con una quantità d’acqua maggiore e tutto fila liscio, neppure una goccia di perdita.

Finalmente! Problema risolto.

Tutto qua? Neanche per sogno!

Il fatto di aver rimosso tutto per asciugare la perdita, l’aver utilizzato sgrassante e disinfettante ha fatto sì che mi potessi godere un sottolavello splendente.

Il mio unico pensiero è stato: “il sottolavello non è mai stato così pulito!

Non mi sono imposto di vedere positivo, “dimenticandomi” della giornata vissuta. 

Ho semplicemente vissuto il “qui ed ora” e in quel momento di fronte a me non c’era la giornata trascorsa, ma il mio sottolavello pulito come non mai.

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Mi sono compiaciuto del risultato, e a lamentarmi non ci ho neppure pensato ero troppo occupato a godermi il momento.

La giornata è stata una sequenza di Problema Soluzione Azione, quello che Giacomo definisce PSA.

Effettivamente ogni giorno della nostra vita è una sequenza di PSA, ogni giorno abbiamo: 

  • Problemi da affrontare.
  • Soluzioni da trovare.
  • Azioni da mettere in campo.

Questo processo che ci accompagna costantemente lo puoi interrompere solo lamentandoti.

Una lamentela per quanto “giusta”, opportuna, motivata, giustificata, sacrosanta… non serve a nulla, per cui una lamentela è semplicemente inutile.

Nel momento in cui ti lamenti smetti di osservare la realtà e di vivere il “qui ed ora”, smetti di godere di quello che hai di fronte, non riesci a vedere/decidere/agire perché ti concentri su altro.

Ti concentri su quello che non c’è, su quello che dovrebbe essere, hai una visione che con la realtà non ha nulla a che fare.

Lamentarsi significa disconnettersi dalla realtà, non affrontare il problema, non prendere decisioni e soprattutto non riuscire a godere dei risultati delle tue azioni. 

E poiché per smettere di lamentarsi servono buone soluzioni, scopri come risolvere tutti i tuoi problemi.

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