Decisioni Critiche: come prenderle con calma e fiducia

Anche tu prendi decisioni critiche?

Partiamo dal presupposto che noi prendiamo migliaia di decisioni ogni giorno (secondo uno studio noi prendiamo qualcosa come 35 mila decisioni ogni giorno…)

Quante di queste possiamo considerarle decisioni critiche?

Potrei dire che una decisione critica è una decisione di estrema importanza, e magari urgenza, dalla quale dipende molto, e sbagliando la quale paghiamo un prezzo molto alto.

Ad esempio è stato girato un film dal titolo proprio “Decisione critica” in cui il protagonista è parte di una task force Statunitense incaricata di sventare un attentato terroristico.

Poco tempo a disposizione, rischio di morte per tutti i passeggeri del volo, poco aiuto (la task force, come spesso accade nei film, perde il contatto con la centrale operativa…).

Chiaramente non tutti ci troviamo in questo tipo di situazioni, ma ogni decisione può diventare critica quando in gioco c’è una posta importante: la tua vita.

Adesso capirai, ti spiego tutto nel dettaglio.

 

Decisioni critiche: quali sono, quando devi prenderle

Decisione critica

Come detto noi prendiamo tantissime decisioni e uno dei problemi principali è rappresentato dalla paura di sbagliare.

Più alta è la posta in gioco (più rischi di perdere facendo la scelta sbagliata), maggiore è questa paura.

La cosa che più di tutte temiamo, è la sofferenza.

Affrontare una persona violenta, sia fisicamente che psicologicamente, è decisamente qualcosa che riguarda la tua vita molto da vicino.

La violenza che senti al telegiornale, sempre più diffusa, nasce da questa costante ricerca di felicità e benessere.

Le persone, quando hanno paura di soffrire e stare male, diventano aggressive.
(succede anche agli animali come è noto, e così anche a tutti noi)

Questo significa che anche decisioni apparentemente banali possono diventare decisioni critiche nel momento in cui la posta in gioco diventa il tuo benessere, la tua stessa vita.

 

Il ragazzo che voleva uccidermi al porto

Ok, forse non voleva uccidermi, ma probabilmente voleva farmi MOLTO male.

Mi trovavo a Messina quasi, ero sulla nave che da Villa San Giovanni (Calabria) porta in Sicilia.

Ero con mia sorella che parlavamo e ridevamo e ogni tanto mi voltavo a guardarmi intorno in attesa di attraccare.

Quando scendiamo, dopo un centinaio di metri, un ragazzo mi si avvicina e mi afferra per il collo con aria minacciosa.

Io l’avevo insultato!

Quando?
Mentre parlavo con mia sorella, a quanto pare, mi ero voltato e lo avevo osservato (in realtà non ci avevo neanche fatto caso… ma lui sì!)

E poiché sorridevo con lei, lui aveva pensato che lo stessi prendendo in giro.

Voleva picchiarmi.
Cosa fare?
Come affrontare questa decisione critica?

Resto calmo, gli spiego il malinteso, lo rassicuro.

Lui si calma, mi lascia andare, e se ne va insultandomi.

Noi prendiamo decisioni in ogni istante.

Non tutte saranno decisioni critiche.
Non tutte riguardano la tua sopravvivenza, ma TUTTE riguardano sempre la tua felicità.

 

L’ho ammazzato perché era felice (e io non lo sono)

Qualche anno fa, a Londra, un uomo aggredisce un ragazzo a lui sconosciuto e lo uccide.

Alla polizia racconterà di averlo fatto eprché “vedendolo sorridente detestava che lui fosse felice“.

Quest’uomo viveva una vita insoddisfatta e infelice.

Se ascolti con attenzione le esperienze di professionisti che lavorano a contatto con persone violente e pericolose, scopri che quasi sempre la paura è la molla che fa scattare la violenza.

Paura di essere infelice, di soffrire, il risentimento per la nostra condizione, il senso di vuoto, la mancanza di senso alla propria vita.

Arrivare alla disperazione al punto da distruggere la vita degli altri e la nostra stessa.

Perché anche la vita di chi uccide qualcuno è distrutta.

Dietro gesti estremi di persone che si tolgono la vita (altra decisione critica) c’è sempre la sofferenza e il non vedere una via d’uscita.

Ti racconto questo per farti capire una cosa importante: alle tue decisioni critiche arrivi dopo milioni di altre decisioni più semplice e che consideriamo poco importanti.

Questa e altre frasi sulle decisioni tienile sempre a mente.

Ma poiché la nostra vita è la SOMMA di ogni singola e piccola decisione, se vuoi arrivare a prendere al meglio quelle critiche, devi imparare a fare alla grande OGNI SINGOLA decisione.

E per questo devi applicare gli 8 Principi Universali delle Decisioni.

Si tratta di principi che sono alla base dei migliori processi decisionali e che eliminano ogni forma di insicurezza.

A proposito, nella nostra Scuola, grazie ad anni di lavoro con persone insicure, abbiamo elaborato un test per valutare proprio la tua insicurezza.

 

Applicare questi principi non è sufficiente se mancano le informazioni da cui attingere.

Per prendere al meglio qualsiasi decisione critica (e non) tu devi avere queste informazioni.

Ne esistono di 6 Tipi.

 

Le 6 Informazioni speciali per le decisioni (anche quelle più critiche)

Decisioni critiche

Uno degli 8 Principi Universali delle Decisioni richiama l’analisi delle conseguenze di una tua scelta.

Senza entrare nel dettaglio di come applicarlo in modo specifico, è chiaro che per poter considerare queste conseguenze ho bisogno di avere dei dati.

Da dove li raccolgo?

 

Impara ad osservare con attenzione la Realtà

La prima importantissima fonte di informazioni è la realtà che ti circonda, quella in cui vivi.

Se vuoi poter valutare le possibili conseguenze (secondo Principio Universale) devi considerare tutto ciò che accade.

Non si tratta solo di osservare la realtà: si tratta di osservarla bene.

Se guardo fuori dalla finestra del mio ufficio, da dove sto scrivendo questo articolo, vedo in lontananza una macchia di alberi.

Da qui non distinguo ogni singolo albero né potrei mai identificare su quali rami dovrei aggrapparmi per potermi arrampicare su uno di loro e arrivare in cima.

Osservare la realtà richiede precisione: devo sapere esattamente come è fatto quell’albero per scalarlo, e questo richiede chiarezza.

Più ti avvicini alle situazioni e le osservi con attenzione, più la realtà diventa chiara ai tuoi occhi e ti offre una quantità enorme di informazioni.

Per accedere a tutto questo è poi essenziale usare bene la tua mente (come vedremo tra poco) e capire.

Non basta “sapere”.

La realtà diventa la fonte primaria delle informazioni che ti servono per fare una scelta.
Devi però considerare che ci possono anche essere errori nel tuo modo di guardare la realtà.

Immagina di essere un detective che deve capire cosa è successo: devi raccogliere indizi e il primo è rappresentato dai fatti, dalle prove certe che tu puoi vedere e toccare.

Ma non solo.

Il terzo principio Universale parla di felicità.
E per applicarlo, la realtà non basta…

 

Impara ad ascoltare bene le tue Sensazioni

Ognuno di noi ha sensazioni legate ai nostri sensi.

Noi raccogliamo, dalla realtà, milioni di dati attraverso i nostri sensi. Ma quasi tutti questi dati sono processati in modo inconscio e spesso noi non li comprendiamo.

Ascoltare le tue sensazioni significa iniziare a dare spazio all’ascolto di tutte le informazioni, anche molto sottili, che il tuo corpo raccoglie senza che ce ne accorgiamo.

Qui sto ancora parlando di sensazioni fisiche.

Spesso la sensazione di antipatia “a pelle” che provi verso qualcuno è dettata da dettagli che hai notato nel modo di parlare, in un suono della voce, in un profumo o un modo di muoversi.

Noi osserviamo e abbiamo sensazioni che non sono casuali o inventate, sono la conseguenza di dati raccolti dai nostri sensi in meno di un secondo ed elaborati rapidamente da livello inconsapevole.

Si tratta di informazioni da “mettere sul tavolo”.

Tutto ciò che vedi nella realtà e tutto quello che senti, va messo sul tavolo prima di ogni decisione.

Ma non basta, c’è anche quel che non si vede o tocca.

 

Affina la tua capacità chiamata “Sesto senso”

In questo caso parliamo di un tipo di sensazione che va oltre il corpo e fa riferimento alla nostra coscienza o consapevolezza.

Sentiamo qualcosa che ci da informazioni che la sola esperienza pratica o la sola realtà visibile non potrebbe darci.

Chiaramente considera che ogni informazione è un indizio, non una prova.

Il sesto senso può essere frainteso, potremmo cioè avere pregiudizi o convinzioni che ci condizionano e confondiamo la nostra visione con una sensazione che ci dice qualcosa.

Per questo, lo ripeto ancora una volta, si tratta di un ulteriore fonte di informazioni, non più importante delle altre, che aggiunge dettagli al quadro generale che stiamo costruendo prima prendere una decisione (critica o no che sia).

Complichiamo un po’ la cosa 😉

 

Impara ad ascoltare (senza ingannarti) i tuoi Sogni

Che gli esseri umani sognino è un fatto.
A cosa serve sognare?

La risposta della scienza attualmente è solo un insieme di teorie arbitrarie.

Ancora la scienza non sa spiegare la reale funzione dei sogni.

Tuttavia alcune certezze le abbiamo:

  1. Sogniamo, e sogniamo tutti (anche se non sempre ricordiamo il contenuto dei sogni)
  2. Spesso i sogni sono simbolici, “strani”, a volte decisamente bizzarri.
  3. Ridurre i sogni a un semplice riflesso dell’inconscio è molto ingenuo e poco serio (i sogni premonitori non esisterebbe altrimenti)
  4. Pensare che un songo sia sempre un messaggio “divino” sarebbe altrettanto ingenuo e poco realistico.

Di certo non possiamo ignorare la portata dei nostri sogni.
Questi forniscono ulteriori indizi da “mettere sul tavolo” prima di decidere.

Ricordo ad esempio un’esperienza molto significativa raccontata da Giusy Versace.

La sera prima di un viaggio, sogna di camminare su una scala. Sale ogni gradino e quando arriva quasi in cima, si accorge che i corri mano sono lame taglienti e le sue braccia vengono recise.

C’è sangue dappertutto e lei si sveglia affannata dopo un simile incubo.

La mattina si alza, pensierosa, ma parte come da programma.
Imbocca l’autostrada e la percorre per diversi chilometri.

Piove.
A un certo punto perde il controllo dell’auto e finisce in un incidente nel quale perderà entrambe le gambe, tagliate come da delle lame nell’accartocciarsi dell’auto contro il guardrail.

Un caso?

Un riflesso del suo inconscio e dei suoi desideri?

O un avviso, un sogno premonitore che le segnalava un pericolo?

Oggi, sono abbastanza sicuro, lei da molta più importanza ai suoi sogni.

Ma lo ripeto: sono uno degli elementi, una delle fonti da cui attingere informazioni.

Osservata la realtà con chiarezza e precisione, identificate le tue sensazioni e colto quel che può dirti il tuo sesto senso e i tuoi sogni, è il momento di lavorare.

 

Imparare a usare bene la Tua mente

Se sono tutti indizi, non confonderli mai con delle prove.

Un sogno non è necessariamente indicazione che stai per fare una cosa sbagliata.
Potrebbe.

Se osservi bene quello che accade, ti informi, chiedi pareri, studi, non significa che quel che è stato finora debba determinare come andrà a te.
Potrebbe.

Se hai una sensazione positiva, non significa che la tua decisione sia giusta e tu otterrai un successo.
Potrebbe.

Imparando a fidarti di te e del tuo sesto senso, non toglie che tu ti possa a volte anche ingannare.

Tutto quello che raccogli ti serve per valutare e qui deve entrare in gioco il tuo pensiero critico e una flessibilità continua.

Io utilizzo tante domande con cui analizzare, valutare, dare il giusto ruolo a ogni indizio.

Nel mio corso “Decido Io! le raccolgo in un “Piramide di domande” che è davvero uno strumento potente.

Usare la mente significa vagliare ogni indizio.

Questo è un processo che diventa fondamentale quando prendi decisioni critiche, ma è altrettanto importante in quelle più semplici.

Ricorda sempre che il tuo processo decisionale è buono sempre, che la decisione sia critica o meno.

(o non è buono mai…)

L’ultimo elemento farà davvero la differenza, e riguarda le nostre emozioni.

 

Per capire devi sempre eliminare la paura

Se hai paura di sbagliare, molto spesso sbaglierai.
(e lo farai più facilmente di quanto non accadrebbe se non avessi questa paura).

Perché devi eliminare la paura?

Perché la paura ti annebbia la vista.

Immagina che ci sia un pilota di aereo.
Magari torniamo alla trama del film “Decisione critica”.

Se tu fossi tra i passeggeri di quell’aereo, vorresti un pilota in preda alla paura (la situazione che state vivendo giustificherebbe che ne abbia, e molta!)…

O preferiresti un pilota SENZA paura, calmo, concentrato, determinato a risolvere la situazione e lucido per trovare la soluzione migliore?

Quando andavo al liceo feci un “click” durante il mio secondo anno.
Non avevo più paura di interrogazioni e compiti in classe.

Mentre quasi tutti i miei compagni tremavano prima, erano in ansia e rendevano meno, io restavo calmo.

Canticchiavo mentre ero interrogato (mentre a rispondere era l’altro compagno coinvolto con me nell’interrogazione) e dondolavo davanti alla cattedra tranquillo.

Avevo buoni voti?
Spesso, ma quando non sapevo, semplicemente dicevo che non ricordavo quella cosa, senza problemi.

Eliminata la paura di sbagliare, del giudizio degli altri, ero sereno e questo mi faceva agire nel modo migliore, rispondevo meglio, rendevo di più e… mi godevo anche un’interrogazione di greco classico!

Di fronte alle tue decisioni critiche devi ELIMINARE LA PAURA.
Altrimenti tutti gli indizi che hai messo “sul tavolo” risulteranno confusi, caotici e ogni scelta sarà comunque difficile.

Eliminare finalmente la paura di sbagliare ti permette di prendere le decisioni giuste per te senza più evitare e perdere tante occasioni, esperienze e opportunità.

Questa è la prima cosa che insegno ai miei studenti, da questo dipende tutto.

 

Decisioni critiche: conclusioni

Abituati a decidere

Se togli la paura, vedi molto più chiaramente, non interpreti a tuo vantaggio quello che accade, ma cerchi di capire la verità.

Di fronte a decisioni critiche tu hai bisogno di:

  • Imparare a fidarti di te e del tuo “intuito”, e la paura ti bloccherà e ti farà invece dubitare costantemente di quello che senti.
  • Fare la Tua Scelta nonostante i giudizi negativi degli altri, e la paura ti porterà a dare ascolto a ciò che ti dicono senza capire se sia davvero al soluzione migliore.
  • Essere all’altezza di affrontare le conseguenze delle tue decisioni, ma la paura ti fa dubitare di te e delle tue capacità, così ti blocchi.

Spesso le decisioni più importanti richiederanno poco tempo.
Dovrai decidere, bene e in fretta.

Ricorda che la paura annebbia la mente, toglie lucidità e ti impedisce di fare sempre la scelta giusta.

E la paura è la costante di tutti i 7 Blocchi Principali che ti impediscono di fare le scelte che vorresti senza bloccarti tra indecisioni e insicurezze.

E come dicevamo, nelle decisioni critiche sale lo posta in palio e aumenta la possibilità di bloccarti, fino ad arrivare alla completa paralisi.

Rimuovi questi blocchi, elimina la paura, e tutti gli indizi che da oggi sai come raccogliere ti porteranno a fare ogni scelta con serenità e fiducia.

Anche nei momenti più critici.

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