Dipendenza d’amore: come riconoscerla e perché non va bene

La dipendenza d’amore è normale?

Oggi voglio approfondire l’argomento delle dipendenze emotive con alcune mie riflessioni.

Se le mie emozioni dipendono da fattori esterni, significa che in misura più o meno grande ho maturato una dipendenza da qualcuno o qualcosa.

Posso far dipendere la mia felicità da amici, partner, professione, figli, da qualsiasi persona o cosa io ritenga fondamentale per il mio benessere.

Se penso che per stare bene sia necessaria quella “presenza” in pratica ho bisogno della mia “dose” periodica, senza la quale vado in crisi di astinenza con emozioni negative!

Alcune sere fa, parlando di dipendenze, un’amica mi ha rivolto una domanda interessante: “Ma se una persona ti garantisce la sua disponibilità tutta la vita, qual è il problema nell’esserne dipendente?

La domanda è utile, tutto sommato perché non “drogarsi” costantemente di una persona nel momento in cui sono “certo” della sua disponibilità?

Il problema non è quanta droga posso avere a disposizione, quanto tempo o quante occasioni ho di “farmi” di quella persona, il problema sta nel fatto stesso di “farsi”, nell’idea o nella convinzione di aver bisogno di quella situazione per stare bene.

Se desidero una situazione quando si verifica me la gusto in modo sano, se ne ho bisogno invece è come se la consumassi per il mio benessere e quando non si verifica vado in crisi di astinenza!

Non sto dicendo di non dedicarti alle tue passioni, alle persone con cui hai affinità, contesti in cui ti senti a tuo agio, sto dicendo che se ne hai bisogno stai maturando una dipendenza.

Tutti noi vogliamo essere felici e provare emozioni positive, ma se il mio benessere è vincolato dal ricevere la mia dose significa che ho consegnato la mia felicità nelle mani di qualcun altro.

Come posso credere che una dipendenza possa essere sana?

 

Dipendenza d’amore: non è mai veramente amore!

Dipendenza d'amore

Pensiamo ad un rapporto di coppia, il contesto in cui è più facile pensare di sviluppare una sana dipendenza.
Se io dipendo da te significa che ho bisogno di te, ho bisogno di vederti, delle tue attenzioni, della tua imprescindibile disponibilità.

Nel momento in cui ho bisogno della mia dose farò dipendere le mie azioni, i miei gesti, i miei pensieri, le mie parole da un unico obiettivo: ottenere/meritare la mia dose.

Ovvio che in questo contesto non sono più libero di essere me stesso!
(Se vuoi approfondirlo, scopri “Amare senza farti usare” ⇒)

Per questo è sbagliato far dipendere le proprie emozioni da fattori esterni, anche quando sei certo (questa convinzione del “per sempre” è ovviamente falsa) che avrai sempre la tua dose.

Se la tua priorità non è essere te stesso, ma essere meritevole delle attenzioni di un’altra persona, tutto ciò che fai, dici, pensi (anche inconsapevolmente) sarà comunque condizionato dal raggiungimento dell’obiettivo.

Essere dipendenti significa mettersi nell’ottica di doversi guadagnare costantemente l’amore dell’altro rinunciando (necessariamente!) a sé stessi, in modo da recitare un ruolo il più possibile aderente alle richieste del mio “spacciatore”, in pratica pago 😊 per la mia dose.

Pago un prezzo altissimo perché almeno in parte sto rinunciando a me stesso!

Essere dipendenti significa mettere in discussione l’amor proprio, la propria unicità, la propria libertà… smettere di amarsi.

Per capire se ti è successo, fai questo veloce test gratuito: ti aiuterà a capire se riesci a prenderti cura di te (davvero).

 

Se non mi sento libero di esprimermi, di agire come desidero, ma soprattutto di fare delle scelte senza la paura di perdere la fonte del mio benessere, significa che ho rinunciato a me stesso in nome di quello che penso essere un sano rapporto.

In una dipendenza il bisogno dell’altro diventa predominante su ogni altra cosa e per quanto possa farmi “stare bene” è un po’ come dopare la propria esistenza, un’esistenza che non sarà più “mia” o “tua” ma condizionata dalla paura di perdere la fonte delle mie emozioni positive.

Non credo che esistano delle dipendenze “sane”, perché una dipendenza a prescindere dalla quantità di droga a disposizione si basa sul bisogno dell’altro e sulla paura di perderlo, nulla di più lontano dal sentirsi liberi di amare se stessi e chi mi sta vicino.

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