Noia a lavoro: combattere la monotonia della ripetizione

Noia a lavoro?
Hai mai provato un senso di noia mentre fai qualcosa di ripetitivo?

Parlando con una studentessa della Masterclass durante un incontro di coaching, è venuto fuori un argomento che trovo di frequente: la noia della ripetizione.

Alessandra è un medico, e spesso, si trova a dover eseguire degli esami nello stesso, identico modo, con lo stesso macchinario, stessi pulsanti, stessi ritmi, stesse attività.

Lei preferirebbe fare sempre quello per cui si sente portata, ossia, stare con la gente, prendersene cura, parlarci direttamente,… ma non è sempre possibile.

In passato anche io come Alessandra venivo travolta dalla noia della ripetizione.

Ad esempio, quando dovevo aggiornare una banca dati numerica inserendo le stesse cifre manualmente su circa 3600 righe di Excel, quando dovevo fotocopiare faldoni e faldoni di fatture,…

Eppure ho notato una cosa molto interessante: la noia la potevo provare anche facendo cose diverse, cose nuove, che mi avrebbero dovuto “stimolare”.

Allora, se è vero che un’attività la preferivo rispetto ad un’altra, perché a volte, pur facendola, provavo sempre e comunque noia?

La soluzione che è venuta fuori dopo alcune domande poste ad Alessandra, ha rappresentato un cambio di paradigma, qualcosa di estremamente semplice ma potente, qualcosa che ti cambia da dentro.

Già, perché siamo portati a pensare che siano le cose che facciamo a “stimolarci”, a non farci annoiare ma come detto, non è così.

 

Noia a lavoro: come eliminarla oggi stesso

Noia a lavoro

Il vero ed unico motivo che permette alla noia di esserci, è il modo con cui fai quello che fai, l’atteggiamento e, se vogliamo, il cuore che ci metti mentre lo fai.

Sai qual è il segreto? 

Il motore che spinge la mente umana ad essere attenta e presente in quello che fa, anche quando il lavoro è ripetitivo?

È la curiosità

È guardare con gli occhi di un bambino e perché no? Giocare a “Com’è fatto?”, “Perché funziona così?” 

In questo modo, non solo ogni attività che compi ha un senso diverso, ma la si vive in modo pieno, si è davvero presenti.

La mente non vede più le stesse cose allo stesso modo ma è attratta dalla novità che c’è nelle stesse cose di sempre.

Quali sono le domande giuste che ispirano curiosità?

  • Perché si fa così e non in un altro modo?
  • Se provassi a fare in un altro modo, cosa succederebbe?
  • Se fosse la primissima volta che faccio quello che sto facendo, se osservassi con gli occhi della prima volta, come lo vedrei, come lo farei?

Pare che Polaroid abbia inventato la sua istantanea proprio grazie alla figlia che, vendendo i vecchi rullini, chiese al padre perché bisognava attendere del tempo per vedere delle foto 🙂 … ed ecco l’invenzione!

La curiosità, la sana ed autentica curiosità, è un toccasana per la nostra mente, per il suo sviluppo, per la sua rigenerazione.

Da oggi mettiti alla prova: scegli una sola attività, una di quelle che proprio ti annoia e scegli di farla con calma, accendi la tua curiosità con le domande che ti ho elencato. 

Siamo troppo spesso portati a focalizzarci sul negativo: situazioni, emozioni che proviamo, ecc. ma davvero di rado cerchiamo quelle qualità uniche dentro di noi per vivere una vita intensa di emozioni positive… nonostante tutto!

Sono qualità che fanno parte della natura umana e se messe in azione, cambiano radicalmente il nostro modo di vivere ogni situazione: parlo delle 10 leggi della Felicità.

Se vuoi conoscerle e cominciare ad azionarle dentro di te, leggi questa guida gratuita ⇒

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