Processo decisionale: 5 passi per fare le tue scelte

Il processo decisionale è un insieme di fasi che permetto di arrivare alle migliori decisioni in funzione degli obiettivi che ci siamo dati.

Oggi ti mostro le 5 fase del processo decisionale efficace per prendere la migliore decisione in ogni possibile situazione.

Come vedrai si tratta di un processo che funziona bene per ogni scelta che devi prendere e se lo applichi subito sarà prezioso per combattere l’insicurezza ed eliminare la paura di sbagliare.

 

Che cosa si intende per processo decisionale?

Per processo decisionale (in inglese lo sentirai spesso chiamare “decision making“) si intende un metodo con il quale, partendo da un problema di base, si arriva a formulare una decisione su come risolvere quel problema (anche detto problem solving)

A seconda delle teorie, dei siti, dei manuali, il numero di queste fasi potrebbe cambiare.

Di solito non cambia invece il processo: semplicemente alcune fasi vengono accorpate in certi approcci o tenute separate in altri.

A te questo interessa poco.
L’importante è l’efficacia del processo: se il metodo è quello giusto, l’effetto è di avere una maggiore chiarezza e un maggiore controllo sulla tua vita e sulle tue decisioni.

Soprattutto se ti trovi a prendere una decisione importante, padroneggiare questo processo sarà prezioso.

Prima di vederlo nel dettaglio ecco quali sono gli approcci più usati quando si tratta di fare delle scelte.

 

Quali sono gli approcci al processo decisionale?

Processo decisionale

Generalmente vengono presi in considerazione 3 tipi di approccio.

Tendenzialmente uno sembra escludere l’altro, ma la realtà non è così rigida come lo è spesso il nostro modo di pensare 😉

 

Processo decisionale razionale

In questo caso si adotta una sequenza di fasi, come quelle che stai per vedere, con lo scopo di avere un processo chiaro e lineare.

Si tratta però non di un approccio freddo e distaccato, ma chiaro e lucido e come vedremo è la base solida per le migliori soluzioni possibili.

 

Processo decisionale intuitivo

In questo caso, tendenzialmente, ci si affida non a un processo decisionale chiaro e ordinato, quando all’intuito e all’esperienza personali.

Io ti chiedo: non puoi avere un processo decisionale chiaro in cui fai valere intuito ed esperienza?
Certo che puoi!

Come vedremo tra poco questo fa parte della Fase 2, quella in cui andiamo a identificare le possibili alternative e raccogliamo le informazioni necessarie per farlo.

Intuito, esperienza, “sesto senso” sono parte integrante di questa fase.

 

Processo decisionale creativo

Ufficialmente significa lasciare la mente libera di trovare una soluzione.

In realtà la creatività emerge molto meglio se adotti un processo decisionale chiaro e ordinato. Purché non sia rigido.

Nella fase 2 vedremo l’importanza di tirare fuori ogni possibile alternativa: questa è creatività.

Poi valuteremo ogni alternativa e la fase , in cui agiamo, richiede ancora tanta creatività per trovare modi e forme per rendere concreta ogni decisione.

In sostanza non devi scegliere tra questi tre approcci ma integrarli.
E lo puoi fare seguendo il processo decisionale che ti mostro subito.

 

Quante e quali sono le fasi del processo decisionale?

Come si prendono le decisioni

Le fasi che ti mostro adesso sono 5.
Attraverso il lavoro con migliaia di studenti, impegnati a prendere decisioni diverse, alcune critiche, altre “quotidiane”, abbiamo identificato questi 5 elementi chiave.

 

Fase 1: identificare bene il problema

Per prima cosa devi identificare con precisione quale problema vuoi risolvere attraverso il tuo processo decisionale.

Questa è la fase più importante.

Perché se sbagli qui, se non identifichi correttamente qual è il vero problema da risolvere, tutto il resto non funzionerà mai.

Nel mio libro “Indipendenza Emotiva”, in cui spiego come liberarti dai pensieri negativi e dal malessere per vivere una vita serena e felice, faccio un esempio.

Maria esce di casa e trova le gomme della macchina a terra.
Non può quindi usare l’auto per andare a lavoro.

Come risolvere questo problema?

Prima viene una domanda più importante: qual è il problema di Maria?

A prima vista sembrerebbe non avere le ruote gonfie e l’auto funzionante.
Ma la domanda che ti permette di scoprire sempre il tuo vero problema è: A che mi serve?

A che serve, a Maria, avere l’auto efficiente?
Ad andare a lavoro.

Più precisamente: arrivare puntuale al lavoro, dal momento che lei si sente a disagio quando arriva tardi e deve giustificarsi con capo e colleghi.

Ma avere l’auto funzionante e arrivare in orario, sono due problemi differenti.

Maria potrebbe arrivare in orario anche senza la macchina?
Ovvio, non è, l’auto, l’unica soluzione al problema di arrivare puntuale nel luogo dove lei lavora.

Capisci cosa stiamo facendo?
Chiarezza.

Quando tu devi applicare un processo decisionale, prima devi individuare con estrema precisione il problema giusto.

Altrimenti troverai anche ottime soluzioni, che però si riveleranno inadeguate.

Solo quando individui con precisione il problema, possiamo passare alla seconda fase del processo.

Per cui chiediti sempre: qual è il problema?
A cosa mi serve questa cosa?

Piccola parentesi (

Se individui il vero problema, con chiarezza, sentirai che hai preso la strada giusta.

Lo senti a livello delle tue emozioni, che si sciolgono e senti un sollievo (sì, anche solo nell’individuare il problema corretto)

Inoltre è l’insicurezza l’elemento che rende difficile prendere una decisione.

Se sai con chiarezza qual è il problema, abbatti anche l’insicurezza.

E se vuoi capire se ne hai e quanta, puoi fare subito il nostro test.

 

Fase 2: individuare le possibili alternative

Proseguiamo nel nostro processo decisionale: hai un problema chiaro e preciso?
Bene, ora si tratta di identificare tutte le possibili alternative.

Qui devi sostanzialmente raccogliere informazioni e capire come potresti risolvere questo problema.

Ricorda sempre che risolvere un problema significa prendere una decisione.

Farlo richiede l’applicazione degli 8 Principi Universali delle decisioni. Ma non basterebbero neanche questi senza avere le giuste informazioni.

Io uso sempre alcune fonti essenziali a cui attingere le informazioni che mi servono, tra cui la realtà, che va osservata con chiarezza, e la mie sensazioni.

Puoi approfondire questo tipo di informazione nella guida in cui le ho spiegate per prendere decisioni criticheDecisioni Critiche: come prenderle con calma e fiducia.

Raccolte queste informazioni devi mettere sul tavolo tutte le possibili alternative.

Questo è un momento perfetto per il cosiddetto “brainstorming“, ossia tirare fuori quante più idee possibili per capire come potresti risolvere il problema.

Torniamo a Maria, che può fare?

  1. Chiamare il meccanico e farsi riparare l’auto.
  2. Ripararsi le ruote da sola
  3. Ricevere un passaggio
  4. Prende i mezzi pubblici.
  5. Chiamare un taxi.
  6. Prendersi la giornata libera.
  7. Andare in bicicletta.
  8. Andare a piedi

Probabilmente ci sono altre possibili alternative per risolvere il problema.

Ma ricorda la cosa più importante: il problema di Maria non sono le ruote a terra o la macchina fuori uso.

Il suo vero problema è arrivare in orario a lavoro.

Per questo, nel momento in cui in questa fase inizi a tirare fuori tutte le possibili alternative, non devi partire dal problema sbagliato.

Perché le ultime 6 alternative che ti ho elencato prima non sono adatte a risolvere il problema “La mia macchina non è utilizzabile”.

Non dimenticare anche un altro aspetto: un motivo di errore in queste prime due fasi sta nel confondere i mezzi con gli obiettivi.

La macchina è sempre un mezzo.
A noi serve per fare qualcosa, per raggiungere altri risultati.

Avere una bella auto efficiente è sempre un mezzo per qualcosa che possiamo realizzare grazie all’auto.

Non è però la macchina il punto.

Per questo devi considerare che il tuo processo decisionale può essere condizionato da quelli che sono i 6 Filtri alla realtà che come esseri umani tendiamo ad avere (e di cui parlo nel dettaglio nella Masterclass).

Torniamo a noi.

Identificato il vero problema, tira fuori tutte le possibili alternative (basandoti sulle informazioni raccolte).

A questo punto passiamo alla fase tre del processo, ossia selezionare la migliore alternative tra quelle disponibili.

 

Fase 3: scegliere la migliore alternativa

Ora devi analizzare tutte le possibili alternative e scegliere quella migliore.
Questa sarà la soluzione che viene fuori dal nostro processo decisionale.

Chiaramente l’alternativa migliore sarà relativa al problema che devi risolvere (come vedi che sia stato definito quello giusto continua a essere fondamentale) ma non solo.

Devi tenere conto di altri fattori su quali vado in profondità e nel dettaglio nei vari corsi della nostra Scuola. In generale queste sono le domande che ti aiutano a scegliere la migliore alternativa:

  • Questa è la soluzione più semplice da applicare?
  • Questa è la soluzione più veloce da realizzare?
  • Questa soluzione presenta più pro che contro?
  • Questa soluzione funziona al meglio rispetto al problema?
  • Questa soluzione è giusta?

Alcune considerazioni per orientarti meglio.

Quando valuti ogni alternativa devi considerarne le conseguenze (questo è anche il secondo degli 8 Principi Universali delle Decisioni).

Non si tratta, fai attenzione, del solo elenco di pro e contro.

Devi anche considerare quali pesano di più rispetto alla scelta da fare. Per cui non è una semplice analisi di quantità.

Magari un’alternativa ha 10 pro e 1 solo contro, che però, da solo, rende inefficace quella soluzione.

Inoltre considera che devi valutare se è quella giusta, non pensando solo alla sua efficacia, ma alla sua “bontà”.

Applicare una soluzione che funziona ma crea problemi più grandi, ha senso?

Per cui scegli l’alternativa giusta, non quella più comoda.

 

Fase 4: applicare la soluzione scelta

Passiamo alla penultima fase del processo decisionale: applica la soluzione.

Si tratta di agire, mettere in atto l’alternativa che hai appena scelto come soluzione migliore tra quelle valutate.

Sapere senza agire, dico sempre, è come non sapere affatto.

Hai un problema preciso, hai identificato una soluzione ottimale.
Adesso agisci.

Applica questa soluzione e non fare l’errore che crea ansia da prestazione in tutti: concentrati sul processo.

L’errore è invece pensare al risultato.

In sostanza tu il risultato lo hai considerato quando hai definito il problema.

Nel caso di Maria, se ci pensi bene, arrivare in orario è l’obiettivo, il risultato che voleva ottenere.

Il problema potremmo quindi riformularlo come “non arrivare in orario” oppure “arrivare in ritardo“.

Avere chiaro il risultato è essenziale: come puoi raggiungerlo se non lo hai chiaro in mente?

A questo punto del processo hai anche una soluzione che è risultata la migliore alternativa possibile per raggiungere quel risultato.

Bene: concentrati sul processo, su cosa devi fare per mettere in pratica questa soluzione, e “dimenticati” del risultato finale.

Goditi il processo, le azioni che devi compiere, identifica obiettivi più specifici e procedi passo dopo passo nel realizzarli.

Definisci non solo COSA devi fare, ma anche COME  dei farlo e poi “dimenticati” del risultato.

Ma non abbiamo finito.
Manca l’ultima fase del processo.

 

Fase 5: misurare, valutare e ricominciare

Un processo decisionale non è una sequenza, è più un cerchio.

  1. Identifichi il problema
  2. Trovi le possibili alternative
  3. Scegli la migliore
  4. Metti in pratica la soluzione che hai scelto
  5. Vedi cosa succede, provi, misuri e ricominci da capo

Perché?

Perché quando vai a risolvere un problema… ne salteranno fuori altri.

Anche la migliore decisione al mondo comporta sempre complicazioni, sfide, ostacoli, ulteriori problemi.

Considera che nei nostri processi decisionali non arrivi a un punto in cui non devi più decidere: tu decidi continuamente, la vita è fatta di scelte.

Attraverso questo processo che ti ho mostrato scegli, decidi, agisci e poi continui a fare scelte e prendere ulteriori decisioni.

Ogni istante.

In questa ultima fase devi però capire.

La soluzione che hai scelto sta funzionando?
(e se non sta funzionando, da cosa dipende?)

La soluzione è ottimale o presenta effetti collaterali eccessivi (che magari non avevi neanche previsto)?

Puoi migliorare?
Cosa, come?

Considera un suggerimento importante: spesso la soluzione giusta non funziona.
(o non subito).

Vuoi perché è quella giusta ma tu non sai farla funzionare.

O magari sai farlo, ma hai bisogno di tempo per padroneggiare bene il processo.

O magari la soluzione va bene, ma il modo in cui la applichi non è quello corretto, o quello più adatto a te.

In sostanza non buttare via una soluzione se appena la provi non ottieni quel che vorresti.

Si tratta invece di capire, imparare a comprendere se e cosa stai sbagliando, se e cosa devi cambiare, se e cosa puoi migliorare.

Io consiglio sempre di darci il tempo di prendere confidenza con ogni nuova azione, con ogni decisione, ogni scelta.

Altrimenti magari avrai applicato il miglior processo decisionale del mondo, trovato la soluzione giusta per te, e la butterai via ugualmente.

 

Conclusioni: i processi decisionali e le decisioni reali

I processi decisionali

Un buon processo decisionale non deve limitarti, essere un approccio rigido o lasciare al caso le tue decisioni.

Devi invece rappresentare un sistema ordinato, chiaro e preciso, che ti dia modo di fare la scelta giusta per te.

Se applichi le 5 Fasi che ti ho mostrato scoprirai che non sono “un processo” formale, quanto un modo di pensare chiaro e preciso, con cui affronti meglio la vita.

Anche per scelte di vita importanti, questo processo funzionerà sempre bene.

Devi solo provarlo, farlo tuo, e abituarti a una maggiore chiarezza e precisione (ricorda che dobbiamo sempre darci il tempo di prendere confidenza con tutto ciò che è nuovo).

Concludo segnalandoti che il vero problema è la paura di fare scelte e prendere decisioni. Se rimuovi i blocchi alle tue scelte, questo processo diventerà naturale.

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